Al via le operazioni di spolveratura per la salvaguardia del cospicuo patrimonio della Città

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Data:

30 Settembre 19

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La vita di una comunità e di un territorio, ma anche la storia di un settore fondamentale dell'economia italiana e della società del '900.
L'archivio delle acciaierie di Piombino, recuperato nei mesi scorsi dal Comune attraverso il proprio archivio storico in collaborazione con l'azienda Aferpi ora JSW Steel Italy, e attualmente conservato presso i locali ex Volpi in viale Unità d'Italia, verrà presto sottoposto a un lavoro di studio e di valorizzazione finalizzato alla creazione di una guida del fondo che ne consenta la consultazione e l'accessibilità alla cittadinanza
Nelle prossime settimane, probabilmente entro la metà di ottobre, partiranno le operazioni preliminari di spolveratura specialistica delle carte, circa 1.400 metri lineari di documentazione, affidata dall'amministrazione comunale tramite gara alla ditta Sima-Tec di Firenze per 11.968,00 euro.
I documenti infatti risultano coperti dalle polveri che si sono accumulate negli anni per le lavorazioni industriali e devono essere sottoposte a un trattamento specialistico utilizzando attrezzature adeguate come una cappa aspirante collegata a un depolverizzatore con microfiltro per lavorare in ambienti chiusi senza rilasciare polveri e con altre tecniche specifiche.

"Questo archivio rappresenta un patrimonio di idee, di esperienze, di fatti,. di storie che arricchisce il valore aggiunto della città e di tutto il territorio – afferma il vicesindaco e assessore alla cultura Giuliano Parodi - Dopo il suo recupero che è stato effettuato nella primavera di quest'anno, entriamo adesso nella fase di valorizzazione vera e propria, che vede la collaborazione di enti diversi, (Soprintendenza Archivistica, Regione e Comuni) per un percorso culturale di grande spessore, nel quale le istituzioni fanno propria la percezione del valore delle carte che testimoniano la storia dei territori. Ovviare a questo impegno significherebbe non solo cancellare la memoria dell’impresa, ma anche quella del contesto sociale e culturale ad essa inevitabilmente collegato."

Il fondo documentario copre un arco cronologico che va dai primi decenni del Novecento alla fine del secolo scorso e testimoniano le varie fasi attraversate dallo stabilimento siderurgico: dall’ILVA altiforni e acciaierie d’Italia all’Italsider, dalle Acciaierie di Piombino Spa alla Deltasider, poi Nuova Deltasider, dalle Acciaierie e Ferriere di Piombino fino alla Lucchini Siderurgica, poi Lucchini Spa.
La documentazione comprende materiale relativo allo sviluppo, sia industriale che territoriale, delle Acciaierie, all’amministrazione e contabilità generale dello stabilimento, ai processi produttivi, al patrimonio immobiliare gestito dall’azienda, al rapporto con i fornitori e le ditte esterne, all’attività di comunicazione e promozione aziendale, realizzata anche attraverso notiziari mensili di informazione, e alla gestione del personale. Quest’ultima, decisamente la parte più consistente dell’archivio, include documentazione relativa ai più svariati aspetti della dimensione lavorativa: assunzioni, trasferimenti, formazione, cure sanitarie, dopolavoro, infortuni sul lavoro, licenziamenti.
Con l'accordo di valorizzazione del patrimonio archivistico siglato nel marzo scorso tra Soprintendenza archivistica e Regione Toscana, una parte cospicua dei fondi stanziati per il triennio 2019-2021 saranno pertanto destinati al progetto di studio e inventariazione dell’archivio delle Acciaierie. Il progetto, coordinato da Follonica come Comune capofila, include anche la valorizzazione di altri archivi legati alla storia mineraria e siderurgica della Toscana, come gli Archivi Minerari Montecatini – Montedison – Solmine conservati presso il Centro di Documentazione di Niccioleta (Massa Marittima); l'archivio storico delle miniere dell'Elba di Rio Marina e gli archivi minerari del Monte Amiata.