Mercoledì 2 agosto alle 21,30 in Cittadella proiezione all'aperto del film "Viaggio da paura” di Ali Mostafa, organizzata da Teatro dell'Aglio e Officine Cineclub.
Una storia di amicizia tra tre giovani uomini che cercano, attraverso il viaggio, di superare il trauma della morte di un quarto amico, Rady, ucciso nei bombardamenti di Beirut nel 2006. Il viaggio si snoda attraverso il Medio Oriente, dalla penisola araba al mar Mediterraneo.
Questa gioventù dorata, che vive ad Abu Dhabi in appartamenti di lusso e gira a bordo di Suv scintillanti, va incontro con la leggerezza della commedia a un Medio Oriente in rovina. Rami, l’egiziano, non vive più nel suo paese e continua la lotta contro il regime su Twitter. Il film non lo dice esplicitamente, ma si capisce bene che per uno come lui vivere in Egitto oggi è impossibile. Rami non cade mai nella tragedia, ma rappresenta chiaramente una gioventù spossessata di tutti i suoi sogni di libertà. Youssef, il saudita, interpretato dal noto attore comico e star di Youtube Fahad Albutairi, s’imbatte già alla frontiera con delle regole che non sente sue. Suo padre non sa esprimere i propri sentimenti se non con i soldi e il giovane soffre dell’enorme differenza tra la sua identità di dj alla moda e la visione tradizionale del regno. Omar, infine, personifica la tragedia siriana. Suo padre è diplomatico e quindi, inevitabilmente, dalla parte del regime. Durante la loro traversata della Siria, e soprattutto nella città martoriata di Daraa dove vanno a riaccompagnare una ragazza, il giovane incontra il suo paese per la prima volta: è un mondo di fantasmi e di milizie. Alla fine i miliziani di Daraa lasciano passare i tre amici. Potrebbe sembrare poco realistico ma attraverso le figure di alcuni combattenti il film ci ricorda la complessità delle motivazioni che hanno spinto normali padri di famiglia a prendere le armi.
I tre ragazzi del film sono sicuramente un po’ superficiali, ma è vero che per questa generazione di arabi l’unica possibilità di vivere una vita normale e di pace è rifugiarsi negli Emirati, un paese che formalmente fa parte della regione ma che allo stesso tempo è molto lontano dalle vecchie culture cittadine del Cairo, di Beirut o di Damasco. Il regista,non cerca di far piangere lo spettatore, ma non nasconde nemmeno la situazione tragica della regione: né i suv né gli occhiali firmati possono far dimenticare ai tre protagonisti che le loro radici sono ormai perdute e che i loro paesi di origine stanno morendo.
Per la proiezione del film è previsto un biglietto intero di 4 euro, che sarà ridotto a 3 euro per i soci Arci, Unicoop Tirreno, minori di 18 anni e studenti fino a 25 anni. Omaggio riservato ai soci Teatro dell'Aglio e Officine.