Anselmi su Città e Futura e minimill: progetti dibattuti in una fase molto precedente alla crisi
“La posizione assunta da Rifondazione Comunista riguardo al congelamento del minimill rappresenta la tristezza di un partito che difende il lavoro e la cultura della produzione solo nei comunicati stampa e nelle chiacchiere”.
Il sindaco Gianni Anselmi risponde in merito alla Variante con la quale si prevedeva la realizzazione del minimill, adottata dal consiglio comunale nell’ottobre 2009.
Anselmi interviene evidenziando che il minimill rappresenta il cuore del piano industriale illustrato a suo tempo dal Gruppo Lucchini, un piano che avrebbe orientato la siderurgia a ciclo integrale verso una diversificazione della produzione nella direzione dell’incremento della qualità e della possibile integrazione con stabilimenti presenti nel nostro polo siderurgico, che ne avrebbe incrementato lo spessore nazionale e non solo.
”Il piano, illustrato dall’azienda alle istituzioni nazionali e regionali, prevedeva un miliardo di euro di investimenti per portare lo stabilimento piombinese a raggiungere una produzione di oltre 3 milioni di tonnellate all’anno d’acciaio. Circa 450 milioni di euro dovevano servire per realizzare il minimill, il treno per laminati piani progettato per produrre 1,7 milioni di tonnellate all’anno. Un terzo di questi investimenti era destinato al miglioramento ambientale, una buona parte dei quali è comunque in corso (tra questi l’impianto aspirazione in acciaieria, l’impianto acque in cokeria, lo spostamento del cantiere Siderco). Fatto che costituiva un’importante novità.
“Il progetto è stato illustrato e dibattuto in una fase di gran lunga precedente alla crisi. Prevedeva la saturazione delle capacità produttive e l’assunzione di 300 addetti. Se si dice di rappresentare il lavoro” ribatte Anselmi “occorre essere seri, a maggior ragione se questo viene da un partito rappresentato in un governo regionale che ha condiviso tali scelte. In frangenti difficili come questo, nei quali è in gioco il futuro del territorio, serve un maggiore senso della cosa pubblica”.
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Monica Pierulivo – Comune di Piombino Ufficio Stampa
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Piombino, lì 19 febbraio 2010