INTESA SUL VECCHIO ALTOFORNO
Salvaguardare la memoria della storia industriale novecentesca di Piombino e del suo territorio quale elemento caratterizzante la propria identità. Con il protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina, martedì 10 giugno, dal Comune di Piombino, dall’associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale (AIPAI), da Lucchini spa, si apre una fase importante per un percorso di documentazione e di valorizzazione dell’Afo1, simbolo significativo dell’industrializzazione, unico “superstite” di una batteria di altoforni che hanno prodotto ghisa nel corso del ‘900. Presenti alla firma, oltre al sindaco Anselmi e all’assessore alla cultura Ovidio Dell’Omodarme, il presidente dell’AIPAI, Renato Covino, il suo vicepresidente Massimo Preite, il segretario regionale Angelo Nesti, il coordinatore regionale Ivan Tognarini e Gianni Bovini. Per la Lucchini hanno partecipato invece il direttore Marcello Calcagni, il responsabile delle relazioni esterne Lucchini Francesco Semino e per lo stabilimento di Piombino Francesco Pepi. Tra i soggetti firmatari anche la Fondazione Ansaldo di Genova, che sottoscriverà l’accordo separatamente perché non poteva essere presente oggi a Piombino.
Alla base dell’accordo alcune scelte strategiche dell’amministrazione, come il progetto di parco culturale dell’industria siderurgica nell’area di Città Futura, e la presa d’atto dell’impossibilità di restaurare il manufatto, per il grave stato di abbandono in cui il sito è stato lasciato dopo la dismissione dell’altoforno dalla metà degli anni ’70 e per la sua presenza all’interno di un’area produttiva. Di fronte alla riconosciuta di difficoltà di preservarlo, quindi, il protocollo stabilisce tempi tecnici e modalità per arrivare alla realizzazione di un Centro di documentazione sulla storia della siderurgia piombinese in età moderna e contemporanea, finalizzato non solo a raccogliere e a conservare il patrimonio archivistico e documentario, ma anche a diffondere e a comunicare tali conoscenze, promuovendo iniziative aperte al grande pubblico.
Entro novanta giorni dalla firma del protocollo si prevede a realizzazione di un’opera di documentazione della situazione attuale, attraverso una campagna fotografica e di ripresa cinematografica, un rilievo architettonico (laser tridimensionale), una scheda catalografica, al fine di avere un quadro chiaro e sistematico del contesto attuale. L’Aipai, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, nel momento in cui sarà avviato l’intervento di demolizione, offrirà inoltre una consulenza scientifica anche per salvaguardare parti non compromesse e facilmente restaurabili, da musealizzare in una seconda fase, documentare la dismissione con un’ulteriore campagna fotografica e di ripresa cinematografica.
La base storico-documentaria del Centro di documentazione dovrà essere pronta entro 24 mesi dalla sottoscrizione del protocolloi.
Dal Dipartimento di Urbanistica e pianificazione dell’Università di Firenze e dal dipartimento di storia dell’università di Siena, sarà inoltre elaborato un piano di fattibilità, entro 18 mesi dalla firma, per individuare il modello di fruizione del Centro di documentazione da parte del pubblico, con l’indicazione degli strumenti multimediali e interattivi adatti alla comunicazione della storia e dei valori della siderurgia piombinese e per elaborare un progetto di massima del parco della siderurgia di cui il centro di documentazione rappresenta il nucleo fondativo.
Prevista inoltre una raccolta di testimonianze orali volte a recuperare le storie di vita di quanti, operai, tecnici, impiegati e dirigenti, hanno lavorato all’interno dell’acciaieria a contatto con l’altoforno.
Il costo complessivo delle operazioni di ricerca, studio, documentazione, è di 161 mila euro, finanziate interamente dalla Lucchini spa e suddivise in due annualità.
Soddisfazione, misto a rammarico per l’impossibilità di salvare il manufatto, sono stati espressi da tutti i soggetti partecipanti, in particolare dai rappresentanti dell’Aipai e dal sindaco.
In particolare da parte dell’Aipai è stato sottolineato il grande valore di un progetto di grande spessore culturale e civile, ma anche di grande possibilità di ritorno per la promozione di un turismo culturale e fondato sull’identità del luogo.
“Oggi non stiamo facendo i funerali a un impianto – ha detto il sindaco Anselmi – Stiamo mettendo in campo un progetto evolutivo che coniuga innovazione e cultura. Presto sarà individuata una sede per il Centro di documentazione. Nelle more di questo dobbiamo organizzarci perché il progetto decolli in tutte le sue parti scientifiche. Piombino si afferma quindi come luogo simbolo dell’identità e del lavoro industriale.”
Piombino, lì 10 giugno 2008