Piombino, la ricerca della modernità ecologica tra grande industria e territorio
Prima Conferenza sull’Ambiente, Sala consiliare 14 gennaio 2005
Piombino, 15 gennaio 2005. Può un'industria siderurgica a ciclo integrale convivere con la città nel rispetto dei criteri di modernità ecologica? E qual è il futuro economico che questa industria può garantire oggi a Piombino? Sono questi i temi centrali intorno ai quali ha ruotato il dibattito che si è svolto ieri in sala consiliare nell'ambito della conferenza sull'ambiente organizzata dal comune per presentare il primo report sui dati ambientali. Presenti all'incontro, oltre agli esponenti di associazioni, partiti politici, cittadini, sindacati e aziende, anche un rappresentante del ministero dell'ambiente. Sono intervenuti l'assessore Luciano Francardi, l'assessore provinciale Mario Lupi, Roberto Pietrini responsabile Arpat di Piombino, Irio Pierozzi presidente TAP, Giancarlo Fruttuoso della Lucchini e Piero Lavagnini della Magona, Roberto Della Seta presidente nazionale di Legambiente, il sindaco Gianni Anselmi e l'assessore regionale Tommaso Franci.
La conferenza è stata un'occasione per fare il punto sulla situazione e per allargare la conoscenza dell'ambiente nel nostro territorio. Nel ricordare il maremoto del sud est asiatico, infatti, Francardi ha sottolineato l'importanza di un sistema informativo efficiente per prevenire disastri e problematiche ambientali. "Questo fatto così elementare - ha detto Francardi - è, paradossalmente, uno dei motivi per cui il comune di Piombino ha voluto da quest'anno mettere "diciamo così" in rete informativa vasta tutti i dati in proprio possesso per rendere partecipe la città e per avere a disposizione un "marker" che consenta di valutare lo stato di salute del territorio e di definire gli strumenti necessari al suo miglioramento. E' chiaro che i rischi sono certamente minori rispetto al disastro del sud-est asiatico ma il concetto di base è comune."
Nella sua introduzione Francardi ha ripercorso la storia degli interventi in materia ambientale a Piombino, affrontando la questione delle bonifiche, dei rifiuti industriali e della costituzione della piattaforma per il trattamento dei rifiuti industriali, del risparmio energetico e altro ancora. Per quanto riguarda la qualità dell'aria ha reso noti gli ultimi dati IPA, soltanto ieri dall'Arpat, che parlano di una media annua al 31 dicembre 2004 ancora pari ai valori dell'ottobre scorso (9,3 nanogrammi per m3). "Dai dati disaggregati, però - ha continuato Francardi - abbiamo potuto rilevare che la media tra il 16 novembre (giorno dell'ultima ordinanza emanata dal comune) e il 31 dicembre era al 3,6 e, in due situazioni di vento simili a quelle che durante l'anno avevano portato il rilevamento a valori di 185 (febbraio 2004) e 75, in quest'ultimo periodo abbiamo avuto valori di 10 e 8,5. Segno che siamo sulla strada giusta. Per questo non intendiamo abbassare la guardia né fare sconti, ma dobbiamo continuare sino al raggiungimento del valore obiettivo. E' necessario ricondurre la grande industria ad essere sostenibile con il territorio e nel contempo pensare a fonti alternative di lavoro."
E sul fronte degli impegni aziendali, l'ing. Fruttuoso ha presentato un cronoprogramma di interventi immediati per il miglioramento ambientale della cokeria e dell'area acciaieria.
Per Legambiente una delle questioni decisive in questo dibattito rimane quello dello sviluppo economico di Piombino e della mancanza di una politica industriale a livello nazionale. "Legambiente non è nemica dell'industria - ha detto Della Seta - In tanti casi , come a Piombino, decenni di sviluppo industriale hanno lasciato anche eredità positive e un patrimoni di conoscenza e di coesione sociale molto significativo. Ma in Italia manca una politica industriale. Quest'anno nella classifica stilata dal Forum Economico di Davos, l'Italia si è piazzata al 51° posto, perdendo 10 posizioni superata anche dai paesi emergenti. In Europa compete meglio chi scommette sull'innovazione e sulla qualità ambientale. Alla lunga potrebbe essere proprio il mercato a rendere del tutto sconvenienti attività industriali di base. A Piombino vedo un futuro per la siderurgia che investe sul miglioramento ambientale, con certificazioni Emas come quelle conseguite dalla Magona. L'ambiente non va quindi considerato come limite allo sviluppo ma semmai come potenzialità in questo senso." A questo proposito Della Seta ha citato l'esperienza innovativa della società dei Parchi come esempio positivo con pochi altri riferimenti, individuando anche altre possibilità di sviluppo economico per Piombino nel turismo di qualità, nella portualità, industriale, commerciale e turistica, se costruita in maniera rigorosa.
Le conclusioni del Sindaco e dell'assessore Franci hanno ripreso gli argomenti discussi sottolineando la necessità di alzare sempre più il livello delle prestazioni richieste alle aziende che operano sul territorio, per qualificare il livello della produzione industriale e per considerare l'ambiente come una matrice essenziale dello sviluppo.
(mp)
Comune di Piombino
Ufficio Stampa